succede solo da mcdonald's
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Da qualche settimana Valewanda il mercoledì sera va in piscina. Non essendo riuscita a convincere Mattia a proseguire il corso di nuoto baby, dopo due lezioni di pianti interminabili, ecco che la malcapitata, per non buttare nel cestino duecentottanta euro già versate al Comune di Milano, viene convinta a tramutare la quota in un "divertente" corso di acqua fitness. Come noto ai più, Valewanda ha sempre amato la piscina, intesa come momento di rilassamento solitario a sessanta bracciate: nessun corso, nessun affollamento, solo bracciate su bracciate senza pensieri, in assoluta libertà. Ovviamente il corso in cui viene scaraventata di rilassante ha ben poco. Al di là dell'acqua fredda, che può pure passare, quello che Valewanda proprio non tollera è il balletto stile letterine che le dieci allieve in costume sono costrette a dover fare, al ritmo di Jennifer Lopez e di ridicoli incitamenti del poco aitante maestro Claudio ("destra... quattro, tre, due, uno, e sinistra... quattro, tre, due uno, e schiaccia, schiaccia, gira, salta...."). Valewanda, nella fretta di questo periodo, trovandosi invischiata tra capo e collo, non si è nemmeno preoccupata di riordinare il "guardaroba" piscinesco, ed è l'unica, dico l'unica, a presentarsi in piscina con bichini rosso carminio, cuffia azzurra del liceo e asciugamano di Nemo del figlio più grande. Le compagne, sportive d'assalto, sfoggiano a turno costumi interi alla Federica Pellegrini, o accattivanti due pezzi dalle linee moderne e accappatoi nido d'ape bianchi e blu. Uscita da lì, con i capelli ancora bagnati, solitamente Valewanda pedala veloce fino a casa, divorata dai morsi della fame e desiderosa solo del suo cantuccio caldo. Questo mercoledì, presa da un'incredibile desiderio di pollo fritto, Valewanda, dopo decenni, mette piede timidamente nel MacDonald di via Buonarroti, vicino a casa sua e alla Feltrinelli che ama di più, caso mai ci scappasse un libercolo da impilare sul comodino insieme agli altri. L'atmosfera è surreale. Luci al neon basse e tristi, pagliacci rossi di plastica sorridono non si sa bene a chi, commesse dai sorrisi imposti ripetono meccanicamente "Desidera?", come se volessero scappare dal mondo. L'odore di olio fritto è insopportabile, così come l'aria finta di tutti i manifesti pubblicitari. La gente seduta ai tavoli ha un'aria da funerale: nessuno parla, tutti masticano patatine guardando con foga nel piatto. Un uomo e una donna nemmeno si guardano, fissano un punto lontano. Poi Valewanda passa di fianco a un tavolo, rallenta, e lì avrebbe voglia di gridare. Un uomo e un bambino, sicuramente padre e figlio, due vassoi disordinati con pezzi di patatine buttati qua e là, spruzzi di salsa e hamburger lasciati a metà. Il bambino, che avrà a malapena sei anni, schiaccia nervosamente i pulsanti del suo Nintendo DS, come spiritato. Di fronte, il padre, senza guardarlo, ha davanti due cellulari, un iphone ultima generazione, e un altro ultramoderno, allineati uno a fianco all'altro. Anche lui schiaccia, prima da uno, e poi dall'altro, una schermata e poi l'altra, senza interesse, con vuota avidità. Valewanda non riesce a non fermarsi a guardarli per alcuni secondi, poi prende velocemente il suo pollo fritto e scappa via, ripensando all'immagine di quella "famiglia". E le viene in mente la sua, di famiglia, e i suoi tre bambini che forse sono ancora svegli nel lettino, e si stanno salutando nella loro lingua incompresibile. E ha solo voglia di pedalare ancora più veloce per arrivare a casa, dare una carezza e avere in cambio il suo sorriso della buonanotte. Dedicato a chi è capace di osservare e poi "tirar dritto", perché Valewanda in questo periodo proprio non gliela fa...
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commenti
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Crediamo (o ci fanno credere) che la vita vera sia brutta e triste e faticosa e allora ci alieniamo con la tecnologia o altre dipendenze...
Ma non sempre è possibile aprire gli occhi a chi li ha chiusi... Dobbiamo accendere la luce ogni giorno e accontentarci che qualcuno la veda. Complimenti per il blog. |
| postato da Giannina il 18/11/2009 14:21 | |
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@kosenrufumama: grazie della visita graditissima, ti seguo da un po', con tanta curiosità. La calma che trasmetti per me è un toccasana. E' verissimo quello che dici, a volte la fretta quotidiana ci fa dimenticare ciò che è importante, non la perfezione ma la voglia godersi ogni momento con la propria famiglia. Dunque pure tu sei passata di là? Io avevo una voglia di pollo fritto, per quello sono entrata, ma mi è bastato per i prossimi cinque anni... Un abbraccio
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| postato da valewanda il 17/11/2009 22:35 | |
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carissima, passavo di qua per salutarti e incappo in un post bello vivo. A questo punto intervengo anche io! allora la sensazione che ho colto da quello che hai scritto è la stessa che forse hai vissuto tu, un senso di alienazione e voglia di rifugiarsi tra le braccia dei nostri cari, così preziosi. POi aggiungo che io 15 anni fa andavo al mc saltuariamente, andavo matta per il gelato da 1000 lire tutto bianco, poi mi han detto che sulla bustona della polverina con cui lo facevano non c'erano scritti neanche gli ingrdienti, sarà vero?,e allora ho smesso, poi ho deciso che per principio non ci sarei più entrata, neanche per fare pipì,dopo aver saputo tutte le diatribe su mc. dopo 10 anni ci sono rientrata per amore, il mio compagno di vita non si metteva troppi problemi. nel frattempo abbiamo creato una famiglia e a volte era nostra meta con i due pargoli. tutti e due erano sempre in attesa dei giochini. Poi un giorno ho visto la nostra famiglia seduta lì, mi sono osservata da fuori. I miei figli avevano uno sguardo avido, non di cibo, ma di un qualcosa di indefinito, qualcosa che in generale è promesso sublimamente nelle foto, nei richiami pubblicitari, nei colori, nelle foto del cibo. Ma è una promessa vana, il loro sguardo rimaneva lo stesso anche dopo aver ricevuto i giochi e le patatine, non si colmava mai di gioia. Abbiamo smesso, non ci andiamo più. E poi una cosa più di tutti è vera. E' cibo spazzatura e FA MALE. preferisco un trancio di pizza, un gelato, e i giochi si trovano in altre occasioni.
Ultima cosa, la scena di un bimbo in silenzio con il padre ammutolito, non è triste per loro, magari erano solo stanchi,magari avevano parlato fino ad un attimo prima, ma diventa una scena preziosa per ricordare e ritornare ad essere coscienti della fortuna di avere una splendida famiglia ( che non sempre vuol dire perfetta). un caro abbraccio |
| postato da kosenrufu mama il 17/11/2009 22:28 | |
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Ammazza ragazzi, che discussione scatenata... Aggiungo qualcosa io al putiferio. Dunque, è vero, come ha detto per prima Lisa e poi Piattini, che queste scene si possono vedere dovunque, è vero anche che, quanto a calore dell'ambiente, MC non è proprio il massimo, almeno a parer mio, perché già solo le luci al neon fanno tristezza. Riguardo alla scena clou del padre-figlio, probabilmente sono sembrata una che ha lanciato giudizi leggeri così a prima vista, senza conoscere niente di quei due. Forse è vero, non lo nego, e non è giusto. Però è anche vero che credo che il momento della cena con i propri familiari sia unico e speciale, ci si racconta la giornata, si ride, magari ci si dispera o si litiga pure, però ci si guarda in faccia e si parla. A casa mia, quando si è a tavola, non esiste TV, nè cellulare, nè DS che tenga. E, ripeto, a volte ci si incazza pure, ma un altro discorso è stare fissi su uno schermo. Con ciò lungi da me dire che il padre sia un cattivo padre e il figlio un viziato, però quell'immagine non mi è piaciuta e mi è venuta voglia di correre a casa. La mia, di famiglia, ha i suoi limiti, come tutte, non volevo apparire la perfettina di turno, ma solo comunicare una sensazione. In ogni caso le critiche costruttive sono sempre le benvenute. Un abbraccio a tutti, Vale
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| postato da valewanda il 17/11/2009 20:40 | |
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ustia se si sono inca**ati. ad ogni modo la media dei commenti che ricevi indica un lettore-tipo sveglio, preparato e intelligente, devi esserne fiera. ci sono blog pieni di cuoricini e smile e poco altro. da me vengono di solito a dire che li faccio ridere, è già qualcosa.
ero passata di qui per un saluto, poi trovo questo putiferio, io da mcdo' ci vado ogni tanto quando sono depressa perché... le crocchette di pollo mi tirano su, mi mettono di buon umore. da quel che ho capito comunque tu non critichi il luogo ma t'impensierisce il rapporto tra i due, che avrebbero potuto usare i loro nintendo+cellulare anche nel miglior ristorante di slowfood. anch'io avrei fatto la stessa riflessione, fossi stata in te. però in effetti non sappiamo cosa c'è in quella storia e in quel rapporto, anche se temo che tu ci abbia visto giusto... una volta in una trattoria ho visto una madre con bambina di 4 anni. la madre giocava al videopoker e la bambina le stava accanto in silenzio. in silenzio! faceva freddo e la piccola aveva una giacca troppo leggera. la madre si è bevuta una birra e poi un braulio, erano le due del pomeriggio. non ho detto niente perché non sapevo cosa dire ma anche a me è venuta voglia di tornare a casa subito, mi sono sentita impotente e pure un po' scema. ti abbraccio, verrei anch'io con te in piscina, anch'io ho sempre l'asciugamano di titti e silvestro e non l'accappatoio fico. erounabravamamma |
| postato da erounabravamamma il 17/11/2009 15:40 | |
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Grande Vale, hai scatenato un bel putiferio con questo post!! Ma, in fondo, credo sia l'obiettivo di chi ha un blog: esporre se stessi e le proprie idee, e magari alimentare un bel dibattito su quei temi.
La mia idea è che in ogni commento, come nel tuo stesso post, ci sia almeno un pizzico di verità. L'assunto di partenza (il tuo post) è di certo condivisibile, almeno se lo si inquadra e oggettivizza. Tu hai visto un "momento" di quel rapporto padre-figlio, e quello hai commentato. Sarebbe onesto dire, da parte di tutti noi, che è difficile immaginare una reazione diversa da quella che hai avuto tu: di certo ciò che un'immagine simile (un'istantanea, sarebbe più corretto dire) ingenera in una persona che ama la propia famiglia, oltre che il dialogo (in senso lato, non solo letterale...), è un senso di repulsione verso l'ambiente asettico del fast-food, non in linea con il calore umano che il rapporto padre-figlio dovrebbe avere, e un giudizio negativo per il tipo di interazione che i due avevano in quel momento. Quante volte ci è capitata la stessa cosa, al ristorante, durante una cena romantica con il nostro partner? Noi mano nella mano, e occhi a cuore, commiserando la coppia poco distante che mangia le portate senza degnarsi di uno sguardo come se fosse sull'orlo del divorzio... Però... però è giusto riportare il tutto a quello che è, ossia solo un momento di vita vissuta di due persone - e quindi di una famiglia - che non si conosce, e che non si può valutare in assoluto da quell'unico particolare, che non necessariamente è indicativo "del tutto". Ecco perché secondo me non si può da questo trarre una generalizzazione totalizzante sul ruolo di padre, sul luogo deputato alla nornale alimentazione e al quotidiano svago del figlio, sul tipo di interazione da avere con il proprio figlio o su quali attività è giusto stimolare in lui. Insomma, il senso di fastidio che alcuni hanno mostrato verso la "conclusione" del tuo ragionamento, ossia ciò che tu hai tratto dall'episodio, mi sembra giustificato almeno quanto il tuo assunto iniziale. L'incomunicabilità fra due persone ci può essere al MacDonald's o al Savini, nel caldo del proprio salotto o al parco, e un bambino può essere malauguratamente introverso o disinteressato al mondo che lo circonda (con i suoi stimoli e le sue emozioni) sia perché patito di videogames che perché eccessivamente focalizzato sulla lettura (che però, chissà perché, tutti noi cerchiamo di stimolare nei nostri figli e della quale siamo orgogliosi, invece che preoccupati, se coltivata magari eccessivamente). Magari quelle stesse due persone che tu hai visto in quell'atteggiamento arrivavano da ore e ore di passeggiata per le città, nuotata in piscina, film al cinema ed effusioni tipiche di un perfetto rapporto padre-figlio. Poi, per quei 30 minuti, hanno fatto altro. Come, credo, tutti noi. Per almeno 30 minuti della nostra giornata... Chi al pc, chi davanti a un libro, chi stordendosi con la televisione o parlando al telefono. E magari in quei 30 minuti i nostri figli fanno altrettanto. Se ti vedessi in quei trenta minuti, Vale, non ti giudicherei una madre degenere. Anzi, riuscirei a vedere i tuoi lati "umani", e mi consolerei, non sentendomi in colpa per i miei. Questo è quello che penso... nelle mie solite DUE parole... Ettore |
| postato da Ettore il 17/11/2009 15:14 | |
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succede dovunque purtroppo, ha ragione lisa.
è che l'alienazione digitale di cui siamo preda dovrebbe avere dei limiti. non più di tot tempo al giorno, e in certi momenti di condivisione, come il pranzo, si stacca tutto. a me infastidiscono anche queli che vengonoa pranzo con te e poi ti fanno mangiare sola perchè intanto parlano al telefono. sono forme di poco rispetto per il tempo prezioso che abbiamo insieme |
| postato da piattinicinesi il 17/11/2009 13:15 | |
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cosa significa questo post? che mac è l'origine di tutti i mali alimentari? che l'alienazione abita solo da mac? che quel padre è un pessimo padre ? che quel figlio sarà sicuramente un bambino infelice, trascurato e maltrattato? che i genitori che portano i propri figli da mac sono da condannare senza riserve? che andare da mac equivale a volere il male dei propri figli? io suggerisco di guardare alle cose con più serenità e meno pregiudizi. questo post è infarcito di pregiudizi e presupponenza, vi circola un malcelato senso di superiorità culturale, c'è una volontà denigratoria a priori, riservando per sè stessa il finale tutto in positivo. l'eroina di questo post in conclusione è l'autrice stessa: lei si che ha una bella famiglia, dove i figli non conoscono e mai conosceranno il nintendo, dove il padre/marito rifugge dal cellulare ed ha occhi solo per i figli, dove l'alimentazione è sana corretta e proteica, non come quello scellerato di padre descritto nel post che non solo porta il figlio da mac - dato che già di per sè lo confina tra i padri degni d'ignominia- ma lascia che il figlio giochi al videogioco mentre lui - dannato- scorre il proprio cellulare, anzi - perversione estrema- i propri due cellulari!! e così quella "famiglia" composta da un padre e dal proprio figlio, malata a priori perchè è da mac e perchè i due in quel momento non parlano, diventa l'emblema della "cattiva famiglia ", del "cattivo padre" dell' "infelice figlio" a paragone della famiglia serena beata e corretta dell'autrice. questo non è un bel post.
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| postato da giulio il 17/11/2009 08:40 | |
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ecco...il tuo nome non mi sembrava nuovo...poi vedo che sei bimamma e mi dico"sicuramente l'ho letta su tuttodoppio"...bè io il MC l'ho bandito da tanti anni...per le schifezze e per la freddezza che lo caratterizza...piuttosto un panino dal salumiere....certo non è stato facile spiegarlo a mia figlia...ma ci ho provato!!!
io non ce la porto lei vedrà!!! |
| postato da diana il 16/11/2009 21:44 | |
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Io, qualche tempo fa, ovvero prima di conoscere Luca, a volte passavo da Mac a prendere la cena, perché avevo fatto troppo tardi e avevo il frigo vuoto. All'epoca, a vedere i tavoli pieni di persone spesso grasse e spesso vestite male, ricordo di aver pensato: ieri la carne era un lusso, oggi i poveri crepano di colesterolo in questi posti qui.
Non è una considerazione del tipo "io sono meglio e loro no", è solo una tristezza che ti prende inspiegabilmente e non ti molla più. A me è capitato su un traghetto alle Cinque Terre, stavo scendendo con Ettore in braccio e sono passata vicino a un adolescente che giocava come un assatanato, chiuso in se stesso e senza degnare di uno sguardo il paesaggio. È una tristezza che non ti viene quando vedi uno perso in un libro, e dopotutto non vedo perché. PS: la parola di controllo è "soli": che sia un segno? ;-) |
| postato da Lanterna il 16/11/2009 14:11 | |
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Mah, chissà che storia c'è dietro quel padre e quel figlio. Magari non sono così negativi, certo anch'io mi sarei trovata a fare le tue stesse considerazioni. Più che penso che se noi genitori ci isoliamo dentro un cellulare o un pc - forse senza accorgercene - i figli non possono fare altro che imitarci. Per un padre/madre che ha due cellulari è ovvio che il figlio passi molto tempo con il Nintendo. Ecco, il tuo racconto mi fa venire il dubbio sulla consapevolezza della situazione da parte degli adulti, che è la cosa più grave, non solo in questo ma anche in altri campi.
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| postato da M di MS il 15/11/2009 23:07 | |
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credo ci sia un disagio che avvertiamo in molti.
Un disagio che non sta nei gesti di quella o di quell'altra persona, in un pacchetto di patatine o in un cellulare, ma in una cappa di grigiore (hai letto Momo?) che frena le azioni e le scelte di tanti. Nessun migliore antidoto di un abbraccio!! a presto, silvietta |
| postato da Silvietta il 15/11/2009 22:00 | |
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Mi hai fatto ricordare che anch'io non metto piede al McD. da anni, e un motivo ci sarà... Vorrei poter raccontare che per contro ci sono famiglie che vanno lì e si divertono, ma purtroppo è un'esperienza che non ho. Certo, è bene non fare mai di tutta l'erba un fascio, ma non ho fatto fatica ad immedesimarmi in quello che hai descritto tanto bene (e he probabilmente non succede solo da McD.), ed anche a me hai trasmesso l'urgenza di tornare a casa e godermi "la famiglia".
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| postato da Ondaluna il 15/11/2009 07:39 | |
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ok faccio un po' schifo, ma a me McDonald piace un sacco, e quando entro (raramente per coscienza e linea) anche io non faccio che guardare fisso il mio pacchetto di pataschifezze!
anche perchè sono così unte e caloriche che le ingoio tutte di un fiato e godo di quel sapore indefinito per scappare a pancia piena prima che mi prendano i sensi di colpa. Chissà cosa avresti pensato se mi avessi visto... |
| postato da mammolina il 14/11/2009 23:23 | |
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E' il segno dei tempi in cui viviamo. Magari quel padre penserà di essere stato un papà modello per aver trascorso qualche ora con suo figlio e averlo portato da Mc Donalds... peccato però che la qualità di quel momento trascorso insieme sia stata pari a zero.
Tante volte basta mezz'ora al giorno trascorsa insieme, ma bisognerebbe perlomeno guardarsi in faccia. E, consentimelo Vale, non succede solo da Mc Donald's. Succede anche nei migliori ristoranti della città, dove una seconda portata costa 90 euro. |
| postato da lisa2007 il 14/11/2009 22:27 | |
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Ecco: "osservare e poi tirar dritto"... questa sarebbe la soluzione semplice, ad esserne capaci. Io non ci riesco! Baci
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| postato da Mamma in 3D il 14/11/2009 21:58 | |
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che simpatico questo tuo post!..sei troppo forte e simpatica!..e ricordati che tutto sommato, sotto questo "autunno" bello è pedalare...ma c'è da sudare..ciao Vale,stammi bene!
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| postato da Ely il 14/11/2009 19:43 | |
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Ebbrava Vale che finisce il rassegna stampa...io lavoro per McD's...però la situazione del padre e del figlio non è colpa nostra...ammettilo ;)
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| postato da Alessandra il 14/11/2009 14:55 | |
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beh, con uno spettacolo del genere... ti vien proprio voglia di scappare da un posto del genere. Che tristezza!!!
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| postato da luca il 14/11/2009 09:52 | |
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questo continuo occhio critico e fustigatore dei comportamenti dei genitori e rispettivi figli altrui, che automaticamente tende a far risaltare la "giustezza" della tua di famiglia, alla lunga un pò infastidisce. ma cosa credi che se un domani metterai nelle mani di tuo figlio un nintendo DS lui non starà incollato a giocare come fanno milioni di coetanei in tutto il mondo? e tuo marito invece non usa il cellulare? non gli sarà mai capitato, come succede a chiunque di noi, di stare talvolta un pò fissi con l'occhio sullo schermo magari per visionare qualche foto, per leggere o mandare qualche messaggio o così, infantilmente, per esplorare le funzionalità di quel cellulare? e non potrà assolutamente succedere che padre e figlio un giorno stiano l'uno a giocare al suo nintendo e l'altro a scorrere il telefonino? ripeto questi tuoi resoconti che vogliono far emergere quanto è bella buona e giusta la tua famiglia sempre a discapito delle altre famiglie (o genitori) che dipingi puntualmente in modo negativo (ricordo un tuo post sulla falsariga di questo : lì criticavi un padre ai giardinetti che leggeva un libro mentre la figlia giocava con l'irruenza della sua età con gli altri bambini), ripeto un pò alla lunga irrita.
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| postato da fgem il 14/11/2009 09:20 | |
















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e mi fa lo stesso effetto un po' malinconico che fa a te
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