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Name: Valentina
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Valentina, ormai alle soglie dei trentacinque, avvocato sulla carta ma non nella realtà, mamma di una tribù di tre maschi scatenati e accanita lettrice di romanzi e quando capita di libri sui bambini. Adoro il sushi e il sashimi, le bistecche, il vino e i cetrioli, e quando posso dopo cena, davanti al pc, se intorno a me regna silenzio, mangio con voracità un intero pacchetto di patatine alla paprika.

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Via del campo - F. De Andrè

Via del Campo c'è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.
Via del Campo c'è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina.
Via del Campo c'è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano
e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano.
Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone ha chiuso.
Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior.

Gli indios Piaroa

La luna è per l'uomo
che aspetta,
il sole per la canoa
che risale il fiume;
l'acqua è per tutti gli uomini della selva.
Ma la farfalla rossa
è per Merìca.
Merìca è la fanciulla che amo:
Merìca, che raccoglie la yuca
e cuoce focacce di cassàve.
Merìca è luna, sole, acqua, farfalla.

Wislawa Szymborska

Con uno sguardo mi ha reso più bella,
e io questa bellezza l'ho fatta mia.
Felice, ho ingoiato una stella.
Ho lasciato che mi immaginasse
a somiglianza del mio riflesso
nei suoi occhi. io ballo, ballo
e in uno sciame di ali improvvise.
Il tavolo è tavolo, il vino è vino
nel bicchiere che è un bicchiere
e sta lì dritto sul tavolo.
io invece sono immaginaria,
incredibilmente immaginaria,
immaginaria fino all'osso.
Gli parlo di tutto ciò che vuole:
delle formiche morenti d'amore
sotto la costellazione del soffione.
Gli giuro che una rosa bianca,
se viene spruzzata di vino, canta.
Mi metto a ridere, inclino il capo
con prudenza, come per controllare
un'invenzione. E ballo, ballo
nella pelle stupìta, nell'abbraccio
che mi crea.
Eva dalla costola, Venere dall'onda,
Minerva dalla testa di Giove
reano più reali.
Quando lui non mi guarda,
cerco la mia immagine
sulla parete. E vedo solo
un chiodo, senza più il quadro.

Nazim Hikmet

In questa notte d'autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini

Pablo Neruda

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,
lascian camminando due ombre che s'uniscono,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s'unirono con fili, ma con un aroma,
e non spezzarono la pace nè le parole.
E' la felicità una torre trasparente.
L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non han fine nè morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura.

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succede solo da mcdonald's

postato da valewanda [13/11/2009 23:45]

 

Da qualche settimana Valewanda il mercoledì sera va in piscina.

Non essendo riuscita a convincere Mattia a proseguire il corso di nuoto baby, dopo due lezioni di pianti interminabili, ecco che la malcapitata, per non buttare nel cestino duecentottanta euro già versate al Comune di Milano, viene convinta a tramutare la quota in un "divertente" corso di acqua fitness.

Come noto ai più, Valewanda ha sempre amato la piscina, intesa come momento di rilassamento solitario a sessanta bracciate: nessun corso, nessun affollamento, solo bracciate su bracciate senza pensieri, in assoluta libertà.

Ovviamente il corso in cui viene scaraventata di rilassante ha ben poco. Al di là dell'acqua fredda, che può pure passare, quello che Valewanda proprio non tollera è il balletto stile letterine che le dieci allieve in costume sono costrette a dover fare, al ritmo di Jennifer Lopez e di ridicoli incitamenti del poco aitante maestro Claudio ("destra... quattro, tre, due, uno, e sinistra... quattro, tre, due uno, e schiaccia, schiaccia, gira, salta....").

Valewanda, nella fretta di questo periodo, trovandosi invischiata tra capo e collo, non si è nemmeno preoccupata di riordinare il "guardaroba" piscinesco, ed è l'unica, dico l'unica, a presentarsi in piscina con bichini rosso carminio, cuffia azzurra del liceo e asciugamano di Nemo del figlio più grande. Le compagne, sportive d'assalto, sfoggiano a turno costumi interi alla Federica Pellegrini, o accattivanti due pezzi dalle linee moderne e accappatoi nido d'ape bianchi e blu.

Uscita da lì, con i capelli ancora bagnati, solitamente Valewanda pedala veloce fino a casa, divorata dai morsi della fame e desiderosa solo del suo cantuccio caldo.

Questo mercoledì, presa da un'incredibile desiderio di pollo fritto, Valewanda, dopo decenni, mette piede timidamente nel MacDonald di via Buonarroti, vicino a casa sua e alla Feltrinelli che ama di più, caso mai ci scappasse un libercolo da impilare sul comodino insieme agli altri.

L'atmosfera è surreale.

Luci al neon basse e tristi, pagliacci rossi di plastica sorridono non si sa bene a chi, commesse dai sorrisi imposti ripetono meccanicamente "Desidera?", come se volessero scappare dal mondo. L'odore di olio fritto è insopportabile, così come l'aria finta di tutti i manifesti pubblicitari. La gente seduta ai tavoli ha un'aria da funerale: nessuno parla, tutti masticano patatine guardando con foga nel piatto. Un uomo e una donna nemmeno si guardano, fissano un punto lontano.

Poi Valewanda passa di fianco a un tavolo, rallenta, e lì avrebbe voglia di gridare.

Un uomo e un bambino, sicuramente padre e figlio, due vassoi disordinati con pezzi di patatine buttati qua e là, spruzzi di salsa e hamburger lasciati a metà. Il bambino, che avrà a malapena sei anni, schiaccia nervosamente i pulsanti del suo Nintendo DS, come spiritato. Di fronte, il padre, senza guardarlo, ha davanti due cellulari, un iphone ultima generazione, e un altro ultramoderno, allineati uno a fianco all'altro. Anche lui schiaccia, prima da uno, e poi dall'altro, una schermata e poi l'altra, senza interesse, con vuota avidità. Valewanda non riesce a non fermarsi a guardarli per alcuni secondi, poi prende velocemente il suo pollo fritto e scappa via, ripensando all'immagine di quella "famiglia".

E le viene in mente la sua, di famiglia, e i suoi tre bambini che forse sono ancora svegli nel lettino, e si stanno salutando nella loro lingua incompresibile. E ha solo voglia di pedalare ancora più veloce per arrivare a casa, dare una carezza e avere in cambio il suo sorriso della buonanotte.

Dedicato a chi è capace di osservare e poi "tirar dritto", perché Valewanda in questo periodo proprio non gliela fa...