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i libri di una vita

libri

Amo leggere sin da quando ero bambina.

Ricordo i compagni di classe scocciati mentre l’insegnante dettava i libri di lettura per le vacanze: io ero una delle poche che li segnava con attenzione, curiosa di scoprire nuove storie e maneggiare nuove copertine colorate.

Spesso d’estate gli amici mi citofonavano per scendere a giocare: io temporeggiavo, gustandomi un’oretta di letture sul balcone assolato pieno di fiori del soggiorno.

Il tempo di attesa non mi ha mai spaventato perché sapevo, male che andasse, che avevo un libro nella borsa a tenermi compagnia. Così una volta ho aspettato nove ore all’aeroporto di genova prima di partire: sono volate in un lampo con un libro a tenermi compagnia.

Quando ordino libri su internet, l’impulso è irresistibile:  mi faccio trascinare dalle trame come in trans, e solo al momento del conto mi vedo costretta a eliminare qualcosa per evitare di spendere ogni volta un capitale.

L’arrivo del pacco, poi, per me è ogni volta un’emozione: aspetto che a casa siano tutti a letto, per aprire lentamente la scatola e studiarne il contenuto come un tesoro.

I libri hanno accompagnato ogni momento della mia vita, guardarli sulla libreria equivale a scorrere i miei trentasei anni.

E così, ricordo “Follia”, il mio lungo viaggio di ritorno per tutta l’Italia in treno il giorno che passai l’esame da avvocato. Ricordo “La storia”, in Sardegna, a 15 anni mi sembrava un libro bellissimo, un contrasto troppo forte con i corpi abbronzati delle spiagge sarde. Ricordo “Cecità”, il ritmo lento di una vacanza senza figli tra le isole greche: le giornate lunghe, tra le righe di un libro che mi ha asciugato e stupito. Ricordo “Memorie di una geisha”, il viaggio in barca alle Galapagos, e un inglese che cercava di condividere le emozioni del libro ma di cui non capivo neanche una parola. Ricordo “L’eleganza del riccio”, e l’ospedale che mi ha tenuto per sei giorni prima di uscire con gli ultimi due fagottini, e ricordo “Le intermittenze della morte” nelle poppate dolci e lunghe a pochi giorni dalla nascita di Mattia. Ricordo “Un giorno perfetto”, un’influenza di pochi giorni, una febbre alta ma la scoperta di un libro bellissimo, che amo ancora ogni volta che lo rileggo. Ricordo “Tre metri sopra il cielo”, letto per curiosità in Ecuador, un albergo a Cuenca che sapeva di giallo, arancione e maglioni a righe colorate. Ricordo “Delitto e castigo”, un lungo mese di giugno ad Alghero con Mattia nel passeggino, e grandi letture durante i sonnellini pomeridiani. Ricordo “Sai tenere un segreto?” e una pausa pranzo un giorno in cui in ufficio regnava la bufera, e anche “Olive comprese” in una giornata a Bellagio quando scappai con mio marito per fuggire dalle mattine grigie di sempre. Ricordo “Niente di vero tranne gli occhi” e il matrimonio di Daniela in Puglia, un giro sul Gargano di tre giorni in un ottobre calda ma ormai pronta alla chiusura invernale: i vicoli di Peschici deserti, e noi mano nella mano a guardare nelle stelle. Ricordo “Bianco”, e un week end a Verona a sentire l’Aida, e una mangiata tra la gente alle due di notte come se fosse ancora giorno. Ricordo “La solitudine dei numeri primi” e le gite sull’Alpe di Siusi, con un gemello nella fascia, l’altro dormiente nel passeggino, e Mattia che iniziava a scoprire la bellezza di una passeggiata in mezzo ai prati. Ricordo “Più lontana della luna” e Cavalese, e le lacrime di stanchezza che mi rigavano il volto, alla fine di una vacanza stancante che non ero stata in grado di godere. Ricordo “Centouno cose da fare a Milano almeno una volta nella vita” e la gita a Genova a vedere De Andrè sotto una pioggia torrenziale e un caffè con panna spaziale. Ricordo “Penelope va alla guerra” e una settimana a Moneglia con l’amica Fulvia, con Mattia troppo spaesato per essere tranquillo, e lunghe passeggiate a curiosare tra le vie di Sestri, fatte di risate e di infradito bianche.

Di ogni libro potrei raccontare la sua, la mia storia, come un lungo filo rosso che mi ha portato fino a qui, dove sono ora, mentre finisco di scrivere questo post.

~ di valewanda on 6 Marzo 2010.

8 Risposte to “i libri di una vita”

  1. mi sa che ci sono problemi nel scrivere i commenti, ma so che quelli di tiscali stanno cercando di risolvere il problema del codice di sicurezza.

  2. non è da tutti avere un bel rapporto con la lettura. Talvolta i libri sono visti come qualcosa legata ai testi scolastici e come tali non visti di buon occhio.
    Molti nostri politici e giornalisti dovrebbero accostarsi maggiormente ai libri….cosi eviterebbero quelle figuracce nella coniugazione dei verbi.
    Complimenti!

  3. ciao Valewanda! che bel vestito nuovo che ha il tuo blog! è bellissimo e molto accogliente. ho letto dalla tua febbre, mi spiace! avrei commentato quasi ogni post che hai scritto ma mi sono tuffata in questo… mi ha fatto riflettere tanto. Anche per me i libri sono compagni fedeli e segni di momenti indimenticabili. ora ci penso un po’, a quali sono stati quelli “di una vita!” grazie, un abbraccio, silvietta

  4. Che bella questa tua passione. In effetti quello che tu racconti per i libri è quello che a me è sempre successo con le canzoni. Ogni canzone ti ricorda una giornata o un momento particolare del tuo passato, per un attimo il tempo resta sospeso e la cosa bella è che puoi usare questa macchina del tempo tutte le volte che vuoi.

  5. Che meraviglioso post, uno dei più belli.
    Mi ha fatto purtroppo venire anche un po’ di malinconia, perché anch’io ho avuto un’adolescenza legata indissolubilmente ai libri; molti, divorati come sandwich, sui tram, in metrò, in spiaggia, o nelle troppo corte notti sotto le lenzuola, ma ormai da anni non leggo più (per il piacere di leggere). Mancano il tempo e la voglia di farlo, sempre (troppo) di corsa fra mille impegni, sempre compresso fra mille attesi svaghi… nessuno dei quali veramente poi consumato. E i libri da leggere si accumulano sul comodino, o sulle mensole del salotto… perché pur sapendo che è una pia illusione sperare il contrario, non accetto l’idea di ammettere a voce alta: “non troverò il tempo di leggerlo”.
    Però, a pensarci bene, quel lungo filo rosso di cui parli si è srotolato anche nella mia vita, allungandosi dai libri dei miei primi venticinque anni alle canzoni e ai film degli ultimi dieci,
    in una sorta di “filo multimediale” delle emozioni formative, e un po’ questo mi consola.
    L’odore e il rumore delle pagine sfogliate con avidità, però, mi restano nel cuore. Soprattutto quelli di Lo Hobbit, I sotterranei, Gli ultimi fuochi, Il giovane Holden, La variante di Lunemburg, Due di due e La versione di Barney. Perché ciascuno di questi libri ha segnato una svolta nella mia vita, un inconsapevole primo passo in un nuovo capitolo della mia esistenza.
    Altro che Kindle.

  6. @Silvietta, grazie, anche a me piace il nuovo blog, anche se purtroppo è molto più lento e da un sacco di problemi a postare. credo che la passione dei libri sia la cosa più bella che possa esserci per una persona, è il segreto per non annoiarsi mai.
    @antoniodelsol: grazie dei complimenti,e per il resto concordo assolutamente con te…
    @M di MS, è vero, anche con le canzoni è la stessa identica cosa, anche se per quel che mi riguarda, riesco a tuffarmi anche nove ore di seguito solo in un libro..
    @Ettore: grazie anche a te, è un periodo in cui mi è tornata la voglia di scrivere, ma purtroppo con il nuovo blog ci sono un sacco di problemi tecnici ed è lentissimo a partire! Io lo spazio per la lettura me lo cerco sempre, nonostante bambini, lavoro e impegni quello è sacro!

  7. proprio vero. è fantastico come si vivano delle emozioni VERE grazie alle parole dei “maestri”. leggere un libro non è solo “pensarci su”. è proprio Vivere. grazie del post.
    ah, piacere, valentina anch’io. ;)

  8. Anche per me i miei ricordi sono rachiusi nelle pagine di qualche centinaio di libri.
    Sono una lettrice molto lenta e per me è un pregio, nel senso che, quando i è capitato di leggere un libro molto velocemente anche velocemente ho dimenticato i dettagli se non addirittura la trama!
    I miei preferiti negli anni e che mi hanno ispirato nella vita sono:
    Il buio oltre la siepe, e Lessico familiare.
    l’autrice di cui ho letto tutti i suoi romanzi muriel Spark.