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poveri ma belli

poveri ma belli

Con più di 38 di febbre ormai da giorni, la povera Valewanda, che ha raggiunto picchi di 39,2, sonnecchia sul divano priva di forze, con la testa come un pallone. 

La TV è accesa perché nonna A, santa donna che è venuta in aiuto della famiglia allo sbando, piega calze e bavaglini in attesa di andare a prendere le belve scatenate all’asilo.

Sono le tre del pomeriggio, il palinsesto, come ovvio, offre programmi che forse anche a chiamarli tali non ci si riesce, visti i contenuti che scodellano, con sorrisi, abbronzature e scollature da copertina.

Valewanda non ascolta, è nel suo mondo, non riesce ad alzarsi perchè è debole per le medicine ma poi, distrattamente, guarda una bionda in primo piano e sente delle conversazioni che non possono non destarla un minimo perché troppe, tutte insieme, un rumore acuto e fastidioso come una zanzara.

Bionda: “Bè, io all’isola dei famosi vorrei incontrare uno ricco, io i poveri non li filo per niente”.

Presentatore x: “E come mai?”

Bionda: “Bè, io sono giovane, carina, brillante, i poveri sono tristi, depressi, insoddisfatti, la vita me la voglio vivere io, e con i ricchi si vive”.

Già ci sarebbe carne al fuoco per un articolo, ma in studio viene intervistata Samantha De Grenet, che dice: “Brava, questa ragazza a pelle me la sceglierei subito come amica, è proprio sulla mia lunghezza d’onda!”. Interviene a quel punto una tale Deborah Salvalaggio (o come piffero si chiama), che aggiunge: “Bè, ma questa chi si crede? Mica è bella, si rifacesse qualcosa, che vista così mica può pretendere chissà che, ma chi si può sposare una così, non certo un miliardario!”. Dulcis in fundo, poco dopo, dopo l’intervista di un’altra bionda che ammette il suo tradimento nei confronti del fidanzato, ecco che prende la parola Flavia Vento (ebbene sì, proprio lei), per dire: “Io vorrei fare un applauso a questa ragazza, perché finalmente è una donna a tradire, bravissima, è così che si fa. E che roba, una volta tanto le donne si fanno valere, eccheccavolo…”.

Ora, Valewanda, già tramortita, a quel punto non può far altro che chiudere gli occhi ed esalare il suo ultimo sospiro prima di cadere in una ronfata dell’oblio, ripensando al bel film di Dino Risi, che amava tanto da piccola, “Poveri ma belli”, amatissimo da genitori e nonni, quadro simpatico di un’epoca difficile, ma in cui, ebbene sì, l’Italia una dignità ce l’aveva ancora.

~ di valewanda on 26 Febbraio 2010.

7 Risposte to “poveri ma belli”

  1. Questo è un grande post, Vale!
    Ci sarebbe da sperare che fosse solo un incubo dovuto alla febbre alta, ma purtroppo so benissimo che non è così…
    Condivido tutto.

  2. Che vomito!…e che tenerezza mi fai!
    Ti immagino delirante sul divano, sotto il plaid. Nel delirio non riconosci realtà o finzione, incubi o sogni. Almeno una volta questi filmetti di DIno Risi in bianoc e nero servivano a consolare dalle malattie. Oggi invece c’è l’Italia sul 2 ad abbassare il livello delle masse (delle massaie).

  3. Ciao. Guarda, giusto ieri ho avuto una conversazione delirante a pranzo, con una persona che sosteneva che presentarsi con una Ferrari (o macchine del genere), eventualmente anche presa a nolo, fosse l’unico modo per rimorchiare una ragazza “a colpo sicuro” , che le ragazze che frequentano certi locali non si scomoderebbero per niente di meno, e che quindi è meglio che i ragazzi si attrezzino di conseguenza. Certo, se poi si desidera proseguire la frequentazione, la Ferrari sarebbe meglio possederla. Credevo che fosse solo una visione triste e disgustosa delle cose, invece vedo che è proprio il messaggio della grancassa mediatica. Ma i “miliardari” italiani non hanno proprio niente di meglio da cercare?

  4. Vediamo se il commento resta

  5. ma funzionano questi commenti o no?

  6. Ma noi paghiamo il canone RAI per vedere delle microdotate (di cervello, ovviamente, probabilmente gli hanno aspirato la materia grigia per metterla nelle protesi davanti) che dipensano perle di saggezza in TV? Non costerebbe meno comprare dei bei telefilm, che invece trasmettono ad ore assurde? Io non ci credo che la gente li guarda davvero, questi programmi: secondo me fanno da sottofondo alle attività di casa e la gente al massimo dà un’occhiata ogni tanto per sentirsi più intelligente di chi va in TV!

  7. Riposati Vale, la speranza è che quando ti svegli tutto questa sia un sogno, anzi un incubo.
    Chiara