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Allattare due gemelli

 

In vari post qua e là ho citato la mia esperienza di allattamento a Tommaso e Riccardo, che prosegue ormai da quasi sei mesi.

In realtà, se non lo si prova, forse non è ben chiaro cosa possa significare allattare due gemelli, per un periodo esclusivamente al seno.

Io ero convinta di volerlo fare, perché con Mattia l’allattamento al seno è stato un’esperienza bellissima, che ha giovato a me e a lui e per la quale ho insistito con decisione, nonostante la "montata" mi sia arrivata ben dieci giorni dopo il parto cesareo. Lo attaccavo, anche un’ora, poi gli davo il biberon per saziarlo, e al decimo giorno ecco piovere una quantità industriale di latte che sarebbe poi durata per un anno senza problemi (a parte ingorghi di sorta che non considero nemmeno).

Mi dicevo: "Perché Tommy e Ricky non dovrebbero giovare degli stessi benefici? Perché il fatto di essere due debba svantaggiarli?".

Le ostetriche mi dicevano: "Signora, guardi che di solito le mamme se li fanno portare a turno e li attaccano alternati, una volta seno all’uno e bibe all’altro, e viceversa".

Il dottore mi diceva: "Signora, fisicamente non ce la può fare, loro avranno il vantaggio di vivere in una famiglia numerosa e allegra, invece di quello dell’allattamento completo al seno".

Il ginecologo mi diceva: "Ma stai scherzando?" – mi da del tu – "se vuoi fallo un mese, poi basta, vedrai che altrimenti il tuo cervello ne risentirà, e da lì tutte le tue funzioni vitali".

No, io proprio non mi rassegnavo.

In gravidanza avevo letto, consultato, libri, opuscoli, siti della Lega latte, e qualcuno ce l’aveva fatta, pochi, decisi, fortunati, ma c’erano.

E così proseguii per la mia strada.

Alle ostetriche in ospedale dissi: "Portatemeli insieme!".

E loro: "Ma è la prima che ce lo chiede!".

E io: "Se mi aiutate ad attaccarli insieme io voglio provare".

E sia.

Una pila di cuscini a destra, una pila di cuscini a sinistra, cuscino per l’allattamento a mo’ di ciambella, Tommaso in posizione tradizionale, Riccardo parallelo con la testa appoggiata su una delle due pile di cuscini, e la giostra incominciò.

A casa un’impresa.

Prima uno, poi l’altro, un’ora uno, poi l’altro, bottiglie d’acqua a litri, due pastiglie e una fiala d’integratori, una bevanda alla vaniglia come bomba per tirarsi sù.

La bilancia in caduta libera, spuntini ipercalorici a tutte le ore, caffè per tenersi in piedi, mal di testa da scoppiare. Tiralatte sempre pronti per non sprecarne nemmeno una goccia, latte artificiale sempre in casa per ogni evenienza.

E le notti?

All’inizio da sola ("No, mio marito deve dormire!"), prima uno, poi l’altro, o insieme se si svegliavano entrambi, in equilibrio per miracolo se si spostava un cuscino di un millimetro e non c’era nessuno ad aiutarmi a ritrovare la posizione. E se uno finiva e l’altro no? Uno ancora attaccato a ciucciare, con la spalla destra abbassata per facilitargli la suzione, l’altro in braccio sulla spalla sinistra per il ruttino. Uno sul seggiolino in attesa di dormire, l’altro ancora attaccato e poi sulla spalla per il ruttino.

E per le commissioni fuori?

Tiravo il latte per uno da un seno, per l’altro dall’altro seno, uscivo con l’ansia di non averne tirato abbastanza. 

E poi arrivò il crollo.

Cali di pressione, mal di testa da piangere, con occhi che lacrimavano senza sosta, dissenteria debilitante e la testa che diceva: "Non ce la faccio più".

La gente diceva: "Smetti!", no, io proprio non ci riuscivo.

Via una poppata, solo una, e così per un altro altro mese.

Loro crescevano, e così iniziavano  a svegliarsi anche meno la notte, diminuivano le poppate e si iniziava a vivere decentemente. 

 

Adesso hanno sei mesi, e ancora fanno due poppate a testa da me, un biberon di artificiale, oltre alla pappa di pranzo.

Sono serena, allatto volentieri, ormai in venti minuti mangiano, anche meno, la mattina ancora li allatto entrambi, ma non più in contemporanea da molto tempo, non è bello per me nè per loro, che hanno bisogno di un momento con la mamma. A colazione uno ha il seno destro e all’altro "tengo" il latte del sinistro, e se hanno fame gli do volentieri anche un po’ di bibe, col sorriso.

E’ stata dura, chi mi segue da allora lo sa, ma nulla più di questo mi ha resa orgogliosa di essere mamma.

 

~ di valewanda on 15 Settembre 2008. Tagged:

19 Risposte to “Allattare due gemelli”

  1. wow! complimenti! io sono gemella e mi rendo conto di cosa può significare crescere due gemelli. mamma me ne ha raccontate tante. sicuramente viverlo di persona è diverso e vorrei che mi succedesse, solo che è raro per un gemello avere dei gemelli. ma chi lo sa?

    mamma ci ha raccontato che quando eravamo appena nate, era all’ospedale e ci portavano a turno per mangiare dal seno. un giorno, quando io avevo finito mi portarono via per poi portare monica. però le infermiere sbagliarono e riportarono indietro me :-D allora mamma che già ci riconosceva, disse questa ha già mangiato. ci mise un po a convincere l’infermiera. e meno male che avevamo pure i braccialetti! ahahah!!

    ciao e dai un bacio ai bimbi

  2. sei una mamma da ammirare. di quanto hai raccontato mi sono riconosciuta solo negli equilibrismi bimbo che mangia da un lato e bimbo pronto per il ruttino dall’altro. ti ho raccontato a suo tempo la mia esperienza, io non sono stata così coraggiosa e determinata ma oggi so che ho fatto la scelta più giusta per me e per loro.

  3. cavoli non so che dire. sono senza parole. sei coraggiosa davvero. Non ho dei gemelli e per me è stata dura allattare un solo figlio. Credo non avrei fatto la tua stessa scelta. Ti ammiro.

  4. ‘mazza che faticaccia! Sei ammirevole, davvero. E nessuno ti può capire più di una mamma che ha allattato. Non è una passeggiata di salute, bisogna essere estremamente determinate e mai ansiose, nervi saldi e sopportazione del dolore (almeno all’inizio!). Il primo mese con il mio Topino mi sembrava un incubo, ma non oso proprio immaginare come avrebbe potuto essere con due! Me ne hai dato uno scorcio molto colorito! Complimentissimi!

  5. la mia Giulia è nata prematura, per cui ho dovuto usar il tiralatte fin dall’inizio , prima perchè in incubatrice non poteva alimentarsi, poi perchè, una volta uscita, non riusciva. Poi, la furbetta, ha capito che dal bibe esce più in fretta e con meno fatica, per cui quando ci provavo non c’era verso. Ovviamente col tiralatte e con giulia a casa ho diminuito le poppate al tiralatte e mi è quasi andato via. Lei ha tre mesi e mezzo e sto usando ancora quello che avevo congelato. Mi ha fatto piacere riuscire a darle il mio anche se in forma diversa. Con tutto lo stress passato mi sembra un miracolo che sia riuscita a tenerlo fino ad ora. ho provato solo una volta o due l’emozione della poppata al seno prchè ormai è troppo abituata al bibe. ma ormai credo che sia meglio passare all’artificiale, anche se la mia pediatra dice che attaccandola in continuazione può darsi che ritorni in modeste quantità.

    sei davvero ammirevole!

  6. dimenticavo… i tuoi bimbi sono stupendi!

  7. @villi: grazie per aver raccontato questo aneddoto e grazie di essere passata: torna a trovarmi!

    @Laura: mentre scrivevo pensavo a te. L’importante è fare una scelta consapevole, non che scelta sia. Per come hai vissuto con serenità questo periodo, secondo me hai fatto la scelta più giusta. In fondo i bambini hanno bisogno di una mamma serena!

    @www: grazie per le belle parole!

    @madre snaturata:In effetti sono stati mesi davvero duri e difficili, e se ci penso rabbrividisco, ma ora è passato e posso dire che ne è valsa la pena.

    @kià: sei stata bravissima, hai fatto tutto il possibile e questo è l’importante. Tre mesi e mezzo è tanto, sei stata tenace e coraggiosa. Grazie per i complimenti ai miei piccoli…

  8. Vale, un post come questo fa capire come sia importante comunicare la realtà della vita materna.
    e soprattutto fa capire come ognuno abbia il suo modo di portare avanti le cose, che dipende dalla madre, ma anche dai figli (ognuno di loro ha un carattere diverso) e dalla situazione.
    Tu sei stata fantastica, i miei complimenti

  9. devo solo dire complimenti!!

    E hai fatto bene, dovevi e devi seguire il tuo intuito i tuoi desideri, il resto deve rimanere fuori!!

  10. avere ed allevare dei figli non è una gara con sè stessi per autogratificarsi. allattare entrambi i figli mettendo a repentaglio la salute psicofisica della madre a danno del vero benessere dei piccoli, con che con i moderni latti artificiali crescono ugualmente in modo armonico e completo, mi pare francamente una scelta di poca saggezza.

  11. Se non avessi l’amica che ti dicevo (che li ha allattati e, contro il parere di tutti, partoriti spontaneamente) mi sembreresti una marziana.
    Un’altra delle mie certezze è che due gemelli li allatterei con l’artificiale.
    A questo giro però…spero di non dover MAI cambiare idea. :D

  12. @piattini: grazie, e concordo con te, ognuno fa le sue scelte e le porta avanti come meglio crede, e a seconda dei figli che ha.

    @Alleg67: infatti ho fatto proprio così.

    @fgem: grazie della tua opininone, che è diversa dalla mia. A me invece sembra poco saggio permettersi di giudicare una scelta così personale. Allattare non è una gara per autogratificarsi, ma un momento speciale per dare intimità e nutrimento al proprio bambino. Per autogratificarsi si fa bel altro! Non ho messo a repentaglio nulla, e non avrei fatto le scelte che ho fatto se non me la fossi sentita. Il risultato è da vedere, e si legge tra le righe finali del post.

    @Silvia: magari avresti sradicato anche questa certezza, alla resa dei conti.

  13. una scelta così personale una volta resa pubblica può essere oggetto di commenti più o meno favorevoli

  14. ti capisco e ti ammiro, perchè so quanto possa essere snervante l’allattamento quando sei stanca e non vorresti altro che dormire.

  15. @theitmon: grazie, so che mi capisci, ma ora è tutto finito e sono davvero serena e felice della scelta che ho fatto…

  16. No, magari qualche poppata la farei. Ma qualcuna.
    Non ho il fisico io. :D

  17. @silvia: a me sembri un vulcano veramente, ma se lo dici tu…

  18. Ciao Valentina,

    volevo leggere qualcosa di te e mi sono lasciata affascinare dal titolo di questo post.

    Sei stata bravissima.

    Ho allattato anch’io, una sola figlia, ma l’ho fatto con una dedizione che aveva quasi dell’assurdo. Eppure sono felice di questi ricordi, e leggere te mi ha ricordato un po’ i nostri dieci mesi di allattamento (faticoso ma bellissimo).

  19. grazie Rossana, concordo con te, anche se con due gemelli è più che altro faticoso. Eppure l’ho fatto con piacere perché me la sentivo, e sentivo che per loro era importante, come lo è stato per Mattia. Torna a trovarmi!