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scorcio sui tetti di Roma


Roma, città dai mille colori e dagli angoli nascosti. La serata di lunedì è stata bellissima, un incanto da togliere il fiato, a chiusura di una giornata dura, psicologicamente impegnativa, volta a ripercorrere errori quotidiani ed omissioni in un corso sul miglioramento delle proprie capacità. Giornata calda, caldissima, anche quattro a passi a pranzo sembrano eterni, e l?aria bollente ti si butta addosso come un asciuga capelli infuocato. Torno in albergo alle sette stanca, esausta, provata, ma contenta: questo è l?effetto su di me dei colloqui intensi, chiarificatori, introspettivi, difficili ma necessari per costruire lo spessore della propria personalità. Chiara mi telefona e mi da appuntamento a Testaccio. ?E? un posto carino, pieno di ristorantini, vedrai!?, mi dice, e in effetti è così. La serata scorre veloce, su un terrazzo con scorcio sui tetti di Roma: gli spaghetti ?velavevo detto? sono buonissimi, e così il vino bianco fresco, che ci apre all?allegria. Un gatto corre sul tetto vicino e attira la nostra attenzione: appena ci vede scompare veloce dietro ad un gelsomino rigoglioso e profumato e non lo vediamo più. Mi faccio portare dei fruttini di gelato meravigliosi, e bevo l?ultimo sorso prima di andare via, dopo un abbraccio e un sorriso a Chiara, esplosiva della sua vitalità. Alle due torno in albergo, guardo la foto di Mattia, e mi addormento stanca, pensando alla capitale, e alla sua bellezza da togliere il fiato.

~ di valewanda on 27 Giugno 2007. Tagged: , ,

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